La scienza studia le interazioni sociali attraverso il virtuale

Una apocalisse con conseguente fine del mondo potrebbe portare la maggior parte degli esseri umani ad avere comportamenti più propositivi nei confronti degli altri e ad avere meno interesse per il raggiungimento di scopi sul breve e medio periodo. Questi sono i risultati di uno studio che un team di uomini di scienza ha condotto attraverso l’ausilio della realtà virtuale.

Una ricerca condotta attraverso un gioco

Gli uomini di scienza che hanno condotto la ricerca e che provengono da diversi atenei sparsi per il mondo, per la propria ricerca si sono serviti di una versione non definitiva di un gioco di ruolo online recante il titolo ArcheAge.

Il gruppo di persone che hanno partecipato allo studio in veste di volontari hanno utilizzato questo gioco online per un periodo di novanta giorni, consapevoli del fatto che questo esperimento sarebbe terminato, metaforicamente, con l’Apocalisse. Il gioco è nato grazie ad una multinazionale asiatica e precisamente di stanza in Corea del Sud.

A detta dei ricercatori questo gioco di ruolo online è stato ottimo per capire i comportamenti delle persone in determinati contesti. Il motivo per cui gli uomini di scienza l’hanno scelto sta nel fatto che dal loro punto di vista è strutturato in modo perfetto per dare vita ad una simulazione il più possibile veritiera di quello che è l’utilizzo del libero arbitrio da parte degli esseri umani. Il motivo di tutto questo sta nel fatto che in questo gioco ogni partecipante ha modo di decidere in piena libertà cosa fare, senza dover sottostare a delle “linee guida”, aspetto solitamente presente in tutti i giochi, sia quelli online che non.

I risultati della ricerca

Gli uomini di scienza hanno valutato con attenzione i tre mesi dell’esperimento e si sono resi conto di come nell’ultimo mese la maggior parte dei giocatori abbia cambiato il proprio approccio al gioco.

A diventare meno inclini alla socializzazione è stato uno sparuto numero di volontari, mentre sono stati la maggioranza coloro che hanno preferito lasciare da parte la crescita del proprio “alter-ego” per poter dedicare più tempo alla interazione con gli “alter-ego” degli altri partecipanti all’esperimento.

Cosa significa questo per la scienza?

La domanda che ovviamente sorge spontanea è cosa questo significhi per la scienza. Ebbene, la scienza rimane dell’idea che comprendere il comportamento umano attraverso il virtuale non possa portare a dei risultati oggettivi al 100%, anche se si possono comunque trarre degli interessanti spunti di riflessione sui comportamenti dell’uomo in situazioni estreme.

E che la scienza voglia continuare in questo tipo di ricerca lo testimonia anche il fatto che il capo del team di uomini di scienza che ha condotto questo studio sta già pensando al prossimo passo, quello di capire i comportamenti delle persone, sempre attraverso la realtà virtuale, quando sono a contatto con la giustizia.

Tuttavia, al di là di quelli che saranno i prossimi passi degli uomini di scienza per quanto riguarda questo tipo di ricerche, una cosa è certa: anche solo l’idea che davanti a soluzioni estreme l’individualismo venga soppiantato dal tentativo di interazione sociale fa sorgere un barlume di speranza per il futuro, in un periodo segnato da tensioni che pervadono tutta la società contemporanea.

Articolo fornito da: http://tg24.sky.it/tg24/scienze/home.html